VIA MESCALITO, SS.TRINITA’, VALLEPIETRA

SANTI, SASSI E CERVI

Era un po' che volevo andare a scalare in questo luogo, ma ho sempre desistito perché le voci e le poche info che avevo recepito non erano ne chiare ne incoraggianti.
Ho provato più volte a contattare l'apritore delle vie presenti, ma non ho mai ricevuto risposta; leggendo le striminzite relazioni presenti su internet le vie sembrano abbastanza impegnative con obbligatori relativamente alti e diversi passi che necessitano di staffe; le poche persone che mi hanno saputo dire qualcosa hanno parlato di una parete molto difficile e complessa e che sarebbe stato meglio andare con qualcuno che conoscesse bene il posto.
Fatto sta comunque, che a novembre del 2017 chiamo il mio amico Luca e decidiamo di andare lo stesso, l'obbiettivo è la via Mescalito (il nome prometteva bene).
Appena arrivati rimango stupito perché il luogo è bellissimo ed ha un aria mistica, boschi fitti del classico colore autunnale, il monastero e il grande altare sormontati dal paretone giallo e grigio quasi dolomitico, migliaia di candele consumate sui lati della strada...
Tiriamo fuori le 4 righe di relazione, che abbiamo preso dal web, per arrivare all'attacco della via e mentre cerchiamo ci imbattiamo nella carcassa di un povero CERVO, sicuramente caduto durante la notte dall'alto della parete, un inizio abbastanza inquietante, ma dopo 5 min passati a commentare la cosa ci portiamo sopra i tetti delle casupole, costruite contro la parete e raggiungiamo l'attacco della via.

https://www.sciampli.it/SITO_5/ARTICOLI_files/TRINITA.pdf
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214633034320419&set=pcb.10214568809114829&type=3&theater

l'attacco si trova davanti al grande altare, appena sulla sinistra (faccia a parete), sopra i tetti delle baracchette; lo si può facilmente identificare grazie alla fila di fix che si vede già dalla stradina.
Ci sono due file di fix, non seguite la linea che tende a sinistra, gli ancoraggi sono arrugginiti e non si capisce nemmeno dove vada a continuare.
Da subito capiamo quale è stata la logica di apertura, ci sono fix ogni metro e mezzo in media, una roba un po' anni 70, quando si tempestavano le parerti di chiodi a pressione rimanendo in piedi sulle staffe, riducendo l'arrampicata al minimo indispensabile, quindi ovviamente le difficoltà obbligatorie non si avvicinano neanche minimamente a quelle scritte nelle relazioni, la via è nettamente più facile rispetto a quello che è stato dichiarato, per salirla basta una staffa e una serie di 15 rinvii circa. Inoltre la ricerca della linea è molto banale, basta seguire lo scintillio dei fix; ho provato a fare un conto approssimativo del materiale presente in parete, e credo che non abbiano speso meno di 400€ (ma probabilmente anche di più).
La roccia è friabile e anche quando sembra compatta si staccano scaglie e cadono SASSI e terra, considerando oltretutto che sotto passano persone che visitano il luogo, la situazione non è delle migliori; io personalmente ho passato la giornata a tirare giù SANTI (a bassa voce vista la sacralità del luogo)
Per concludere il posto è molto affascinante e suggestivo, la via invece è molto deludente rispetto alle aspettative che avevo, sicuramente un posto da visitare da turista, ma non nelle vesti di arrampicatore.