ORECCHIO DEL PACHIDERMA+ITACA NEL SOLE+RUTTLE SNAKE

VALLE DELL'ORCO, CAPORAL

Siamo ad Aosta e in zona Monte Bianco il meteo non è dei migliori; con Eugenia decidiamo di andare un paio di giorni in Valle dell'Orco a trovare un po' di sole, e sono molto contento perché c'ero stato solo una volta e avevo davvero voglia di tornarci, mi ricordavo diedri, fessure e placche che si vedono solo nei video di chi scala in California.
Arriviamo nel primo pomeriggio e quindi decidiamo di ammazzare il tempo andando a scalare vicino il campeggio dove ci siamo sistemati; Saliamo Totem Bianco ,con non pochi problemi perché trovo la fessura del secondo tiro molto dura da scalare in libera, ma comunque davvero emozionante e divertente.
Scendendo decidiamo di andare a provare la fantomatica fessura Kostelitz, che con mio grande stupore salgo senza problemi (slegato come da tradizione).
La sera ci raggiunge anche Riccardo, facciamo il classico aperitivo, ceniamo in un ristorantino della zona e ci andiamo a coricare in campeggio.

Il giorno dopo non abbiamo ancora deciso cosa fare, allora andiamo a fare colazione con calma al bar, tiriamo fuori la guida e, mentre sfogliamo le pagine, Riccardo ha la magnifica idea di andare al settore CAPORAL per scalare la combinazione di vie ORECCHIO DEL PACHIDERMA, ITACA NEL SOLE e RUTTLE SNAKE, che probabilmente è una delle più belle dell'intera valle, da consigliare assolutamente.
Montiamo in macchina e in pochi minuti ci portiamo al parcheggio e anche l'avvicinamento dura non più di 15 min.
Man mano che mi avvicino capisco sempre meglio perché i primi due tiri si chiamano "Orecchio del Pachiderma", la fessura descrive contro la roccia la forma quasi esatta del padiglione auricolare di un elefante.
Il primo tiro da relazione è il più facile, ma non è assolutamente da sottovalutare (un muro di roccia che con un delicato traverso porta dentro un camino). Il secondo è una fessura/lama indimenticabile che, sinuosamente, sale verso l'alto con una scalata elegante, non difficile, ma abbastanza sostenuta.
Da qui si apre la placca di "Itaca nel Sole" che con passi di precisione e un'arrampicata di piedi porta alla cengia dalla quale parte il mitico muro dello Specchio, ma la nostra linea devia (fortunatamente) sulla sinistra, dove inizia "Ruttle Snake" su un tiro abbastanza facile ma molto lungo.
Rimangono oramai gli ultimi due tiri; il penultimo parte in un breve diedro fessurato, costringendoci ad una dulfer molto faticosa, e che subito dopo si trasforma in un camino nel quale progredire strisciando.
L'ultimo tiro si svolge in un diedro leggermente strapiombante, nel quale corrono due fessure; è molto corto ma è allo stesso tempo anche molto faticoso e atletico, l'arrampicata di incastro è abbastanza complessa (soprattutto per me che non pratico molto spesso questo tipo di arrampicata) ma ne esco fuori a vista, dopo una discreta lotta.
Oramai dobbiamo solo calarci e tornare a casa stanchi ma felici, la giornata la concludiamo al rifugio Mila sul prato con uno spritz in una mano e una sigaretta nell'altra, guardando l'acqua cristallina del Lago di Ceresole, ridendo e scherzando, godendoci il tramonto dietro le montagne.