ANCHE PER OGGI NON SI VOLA

DEDICATA A MASSIMO NARDECCHIA

PIZZO INTERMESOLI, PARETE EST, TERZO PILASTRO
Romolo Vallesi, Germana Maiolatesi (22.9.1992)
200m, 5 L, VII; R2+

Siamo a Prati di Tivo, io, Mattia, Simone e Luca e stiamo cercando di capire che via andare fare domani. Come al solito lascio fare a Luca, che con la sua solita esuberanza ha sempre proposte bizzarre. Lui è un ricercatore universitario e, credo per deformazione professionale o semplicemente perché è un "nerd" dell'arrampicata, applica la stesso metodo maniacale, che usa nella stesura delle sue lezioni e articoli scientifici, anche nella ricerca di itinerari di arrampicata da fare in giro per il gran sasso, a volte anche in maniera eccessiva. Ha tutta una serie di siti internet e di forum che segue costantemente dai quali lui alimenta un suo database, che contiene dossiers super dettagliati di tantissime vie del Gran Sasso.
Insomma dopo un infinito discute, disquisire e inutile blaterare decidiamo di andare a fare questa strana via chiamata ANCHE PER OGGI NON SI VOLA (DEDICATA A MASSIMO NARDECCHIA), della quale non ne conoscevo assolutamente l'esistenza. L'idea in effetti non mi sembra male, è sempre interessante andare a ripetere vie finite nel dimenticatoio.
Il giorno successivo ci svegliamo di buon ora e ci incamminiamo all'attacco della via al terzo pilastro di Pizzo Intermesoli. Saliamo io e Simone, seguiti poi da Mattia e Luca.
Noi primi due tiri facciamo qualche errore, nel seguire fedelmente la via, noi due che Saliamo per primi, ma riusciamo a comunicare con l'altra cordata e permettere loro di non seguire le nostre imprecisioni.
Subito ci rimettiamo in carreggiata e raggiungiamo i tiri più difficili.
Il terzo tiro è una bellissima dulfer in un diedro fessurato non difficile da seguire che porta poi sotto il tiro chiave, che inizia da una placca di roccia molto compatta che con passi facili ma delicati permette di avvicinarsi ad una lunghissima e larga fessura.
La relazione originale dice di spezzare la fessura in due tiri, ma io vado dritto e con un solo tiro e due avambracci ben gonfi arrivo sotto il tetto dell'ultimo tiro e faccio sosta su due chiodi, che costringono a rimanere appeso in attesa che il mio socio arrivi.
Da qui l'ultimo tiro evita il tetto a sinistra su una placca tecnica ma non difficile, nel mezzo della quale riesco a piantare anche un chiodo, che abbiamo deciso di lasciare.
Una volta usciti ci godiamo un po' di sole e con Simone facciamo le nostre considerazioni mentre aspettiamo mattia e Luca; la via sicuramente non è una delle più belle del comprensorio, ma vale comunque la pena andare a ripeterla, é varia e mai banale, necessita una consapevolezza nel saper gestire un certo tipo di ambiente ma, escluso il primo tiro, non è mai pericolosa se si ha l'attrezzatura giusta.
Appena arrivano i nostri amici, con calma ci portiamo verso le soste di calata. Velocemente scendiamo a terra e rifacciamo gli zaini. Non ci rimane che ritornare a Prati di Tivo sognando un bel birrone ghiacciato.

necessaria una serie completa di friends dall0 #0.3 al #4, triplicare il #3 e raddoppiare il #4, (utile il #5) ; utili chiodi e Martello, cordini e rinvii lunghi.

Da Prati di Tivo percorrere il sentiero che porta in Val Maone, fino all'altezza del terzo pilastro della parete est di Pizzo Intermesoli. Lasciare il sentiero e portarsi alla base del terzo pilastro per ghiaioni e prati.

La via attacca su una fessura erbosa tra le vie LA BANDA DEI MIACOLI e SIMONA.

L1: Salire una paretina erbosa, articolata e fessurata fino a un un terrazzino (45 m, VI; sosta con 3 chiodi)
L2: Salire dritti ad un chiodo, da lì in traverso a sinistra si va a prendere un diedro-fessura che si segue fino a una piazzola (40 m,VI; sosta con 2 chiodi).
L3: Salire ancora nel diedro (dadi incastrati), dove termina traversare alcuni metri a destra e poi in direzione di un chiodo dal quale direttamente a una sosta con 4 ch. (40 m, VI).
L4: Salire sulla placca con passi delicato, traversare a sinistra a prendere la netta fessura che incide la parete sinistra del diedro; seguirla interamente (45 m, VII; sosta appesi con 2 chiodi da integrare con un #4).
L5: Si traversa a sinistra in placca, salendo a una scaglia e da lì ancora in traverso ascendente si esce sullo spigolo poco sotto la cresta terminale del pilastro (25 m, VI+).

Salire 40/50m e raggiungere le soste spittate diella via LA BANDA DEI MIRACOLI e seguirle in corda doppia fino alla base del pilastro.